Basket

Zandalasini pronta a trascinare le azzurre al Mondiale

La campionessa bronese è la stella della Nazionale impegnata in Germania. Venerdì sera il debutto con la Cechia «Vogliamo mostrare il nostro valore»

Venerdì sera, alle 20.15, la Max-Schmeling-Halle di Berlino, l'impianto dedicato al pugile tedesco campione del mondo negli anni Trenta, considerato un eroe nazionale, terrà a battessimo l'ala bronese Cecilia Zandalasini e compagne nel debutto della Coppa del mondo di basket femminile. Contro la Cechia, le azzurre si giocano già una buona fetta di qualificazione alla seconda fase. La stella del nostra palla a spicchi si è aggregata al gruppo pochi giorni, dopo aver giocato alla grande la stagione regolare della Wnba, conquistando la seconda piazza sulla griglia play off con le Golden State Valkyries. Adesso è chiamata a guidare l'Italia, che torna alla rassegna iridata dopo 32 anni, quando "Super Ceci", classe 1996, non era neppure nata. Finito il Mondiale, Cecilia volerà ancora Oltreoceano per cullare il sogno di conquistare l'anello, il simbolo del titolo professionistico americano.

Zandalasini: «La Wnba esperienza straordinaria»

Zandalasini, negli ultimi mesi ha fatto benissimo in Wnba, qual è il ricordo più bello?

«L'esperienza in Wnba è straordinaria dal punto di vista della crescita professionale e umana. Il ricordo più bello è sicuramente la quotidianità del lavoro in un contesto così competitivo, la chimica che si è creata con le compagne e il calore del pubblico di San Francisco nelle partite casalinghe. Ogni minuto in campo mi ha aiutato ad arricchire il bagaglio tecnico, alle Valkyries si è creata un'empatia speciale e i risultati si sono visti in campo. Ma il lavoro è ancora da completare, con la conclusione della stagione regolare e poi i play off».

Si è trattato per lei di un trampolino di lancio per l'imminente Mondiale?

«Più che un trampolino, la considero una tappa fondamentale del mio percorso. Confrontarsi costantemente con le giocatrici più forti del mondo ti costringe ad alzare il ritmo e l'intensità del gioco. Spero di poter portare questo bagaglio di esperienza all'interno della Nazionale per aiutare la squadra al Mondiale, come ho sempre fatto in tutti questi anni».

L'Italia ci torna dopo 32 anni, cosa significa per lei e per le sue compagne?

«È motivo di enorme orgoglio e un traguardo storico che premia il lavoro svolto dal movimento negli ultimi anni. Sappiamo quanto tempo sia passato e questo ci dà una responsabilità positiva: vogliamo onorare questa maglia, mostrare il nostro valore e ispirare le giovani ragazze che si avvicinano al basket in Italia».

In Wnba ha visto diverse delle possibili protagoniste del Mondiale. Qual è la giocatrice che "teme" di più?

«Più che temere una singola atleta, rispetto enormemente il livello complessivo del torneo. In un Mondiale ogni squadra presenta giocatrici di altissimo profilo e fisicità. L'attenzione dovrà essere focalizzata su di noi e sulla nostra capacità di esprimere un basket solido in difesa, indipendentemente da chi avremo di fronte».

Zandalasini, dove può arrivare la nostra Nazionale?

«Dobbiamo affrontare la competizione con umiltà, ma anche con grande consapevolezza delle nostre qualità. L'obiettivo primario è pensare a una partita alla volta, affrontando ogni sfida con la massima concentrazione. Vogliamo giocare al massimo delle nostre possibilità e vedere fin dove riusciremo a spingerci, senza porci limiti a priori. Così abbiamo fatto ad Atene, quando poi abbiamo conquistato il bronzo europeo e così abbiamo fatto a San Juan, durante le qualificazioni a questo Mondiale».

Sicuramente molti bronesi saranno davanti agli schermi per seguire le sue gesta. Che legame ha con la sua città d’origine?

«Broni è una piazza a cui sono molto legata e che conserva un posto speciale nel mio percorso. So che da lì il supporto non manca mai, anche da lontano. So che molte persone seguiranno le partite con affetto e spero che qualcuno riesca ad essere presente dal vivo, ma sentire il loro calore sarà comunque una spinta in più. Sicuramente ci sarà la mia famiglia».